Ho un biglietto per il concerto di Claudio Bagli...
Ho un biglietto per il concerto di Claudio Baglioni, domani all’olimpico. Lo regalo.
folia is the nickname that I chose for my “virtual identity”. – folia è il soprannome che ho scelto per la mia “identità virtuale”.
Archive for June 2003
Ho un biglietto per il concerto di Claudio Baglioni, domani all’olimpico. Lo regalo.
Ci sono vetture che corrono fino all’arrivo, altre no.
Senza un posto dove dormire.
Non avevo un posto dove dormire. guidavo tutta la notte fino a perdere il filo dei miei pensieri. mi dirigevo fuori dal centro e imboccavo la tangenziale. le luci battevano sul cofano della macchina. fissavo quelle luci. quando tornavo in me ero stremato.
io e ada c’eravamo lasciati. avevamo venduto l’appartamento. con quei soldi sarei andato in spagna. era un’idea.
a napoli cercai un hotel poi andai a tagliarmi i capelli. chiesi:”qual’è il quartiere delle puttane?” il barbiere mi indico’ una strada di case basse. fuori il cielo tendeva al viola. non era ancora notte. erano tutte sedute fuori. mi chiamavano. qualcuna cercava di attirarmi con un gesto, alzando la gonna. steso sul materasso senza lenzuola, dopo che ero venuto, mi resi conto di questo: tante cose non sarebbero più state le stesse. da quel momento in poi avrei dovuto fare i conti con cose di cui avevo una conoscenza solo vaga. la solitudine ad esempio.
Tra i tanti graficidesignerwebdesignerart durante il viaggio di ritorno da tre meravigliosi giorni di Milano ho incontrato Jasmine, che ha prodotto per me questo:
Jasmine ha 6 anni e mezzo, la sua famiglia è originaria del Burkina Faso però abita a Pontida.
Ieri in treno mi ha chiesto di far vedere il suo lavoro ai miei amici e io lo faccio.
Mi ha fatto anche un ritratto e penso che sia il migliore che ho. link
Lei stava andando a Roma a prendere l’aereo per andare nel paese di sua madre per la prima volta.
Ora penso sia già arrivata.
Questa è la mia ora più produttiva non posso farci nulla.
Sono caduto, il che e’ sintomatico del momento. L’espressione [sentirmi a terra] mi calza bene.
Non con il motorino o la moto, da cavallo o dal letto, da nulla . . . cosi’ . . . io . . . da solo . . . alle seietrentadelmattino. Metto un piede in fallo l’altro scivola e in pochi istanti sto rotolando a terra piu’ preoccupato della figura che potrei fare che del sangue che tra poco uscira’ dalla mano e dalla gamba.
E’ passato molto tempo dall’ultima volta che e’ successo o almeno che e’ successo cosi’. Sarei potuto cadere su un irto asse di ferro dell’impalcatura distante pochi centimetri e non essere qui a raccontarlo. Perche’ no? Oggi sto piu’ attento a dove e come metto i piedi.
“L’ Araba Fenice nutrendosi di Perle d’ Incenso viveva per 500 anni per poi ardere sul rogo e quindi rinascere dalle sue stesse ceneri piu’ Pura e piu’ Bella.” [cit.]